Sarete santi perché io sono santo” (1Pt 1,16)
Credenti responsabili del mondo

(Il Vescovo con i ministri incede per la processione d’ingresso preceduto dai membri della consulta delle aggregazioni laicali)

Canto d’inizio: REDENTORE DELLA GENTI
Redentore delle genti
Ci hai salvato col tuo grande amore
Buon pastore, noi tuo gregge
Ci conduci alla libertà

Cristo Salvatore
Hai posto in mezzo a noi
La tua dimora
Per l'eternità

Redentore delle genti
Ti fai dono per l'umanità
Tu sei il verbo fatto carne
Noi le membra del tuo divin corpo

Redentore delle genti
Sei la luce nell'oscurità
Noi il tuo popolo fedele
Che cammina nella verità

Redentore delle genti
Sei speranza per l'umanità
Tu la vite, noi i tuoi tralci
Nel tuo amore saldi noi vivremo

Cristo Salvatore
Hai posto in mezzo a noi
La tua dimora
Per l'eternità
Per l'eternità
Per l'eternità

Saluto
V. Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo
A. Amen.

V. La Pace e lo Spirito del Signore sia con tutti voi.
A. Benedetto nei secoli il Signore

(seduti)

LA SEGRETARIA DELLA CONSULTA DELLE AGGREGAZIONI LAICALI INTRODUCE LA VEGLIA

(in piedi)

V. Fratelli e sorelle carissimi, siamo radunati nella nostra cattedrale dove tutto riflette l’immenso amore di Dio che trova il suo culmine nel volto di Cristo Pantocratore. La sua luce giunge a ciascuno di noi perché, come tessere viventi, possiamo portare al mondo e nella storia la benevolenza di Dio per ogni uomo. Questa è la vita di santità a cui siamo chiamati e che trae origine dal mistero della Pasqua, di cui il battesimo è dono per ciascuno di noi. All’inizio della veglia di questa sera, dunque, vogliamo fare memoria, nel segno dell’aspersione con l’acqua benedetta, proprio di questo sacramento cui la luce di Cristo risorto ci ha resi portatori di luce per il mondo.


RITO DELL’ASPERSIONE
(Mentre viene letto il brano del libro del profeta Ezechiele, alcuni membri della consulta delle aggregazioni laicali attingono dal fonte battesimale l’acqua benedetta)

(musica di sottofondo)

Dal Libro del profeta Ezechiele (47,8-9.12)
[Quell'uomo]mi disse: «Queste acque scorrono verso la regione orientale, scendono nell’Araba ed entrano nel mare: sfociate nel mare, ne risanano le acque. Ogni essere vivente che si muove dovunque arriva il torrente, vivrà: il pesce vi sarà abbondantissimo, perché dove giungono quelle acque, risanano, e là dove giungerà il torrente tutto rivivrà». Lungo il torrente, su una riva e sull'altra, crescerà ogni sorta di alberi da frutto, le cui foglie non appassiranno: i loro frutti non cesseranno e ogni mese matureranno, perché le loro acque sgorgano dal santuario.

(il vescovo si reca al centro del presbiterio)

V. Fratelli carissimi, invochiamo su di noi la benedizione di Dio nostro Padre, perché il rito di aspersione con cui iniziamo la nostra veglia ravvivi in noi il dono pasquale del Battesimo per mezzo del quale siamo stati immersi nella morte redentrice del Signore per risorgere con lui alla vita nuova.

(tutti pregano in silenzio per qualche istante)

V. Padre, gloria a te che dall’Agnello immolato sulla croce fai scaturire le sorgenti dell’acqua viva.
A. Gloria a te, Signore.

V. Cristo, gloria a te, che rinnovi la giovinezza della Chiesa nel lavacro dell’acqua con la Parola della vita.
A. Gloria a te, Signore.

V. Spirito, gloria a te, che dalle acque del battesimo ci fai riemergere come primizia della nuova umanità
A. Gloria a te, Signore.

V. Signore Dio onnipotente, ascolta con bontà la preghiera del tuo popolo. Memori dell’opera mirabile della nostra creazione e dell’opera ancor più mirabile della nostra salvezza, ti preghiamo. Tu hai creato l’acqua perché donasse fecondità alla terra e offrisse sollievo e freschezza ai nostri corpi. Di questo dono della creazione hai fatto un segno della tua misericordia: attraverso l’acqua del Mar Rosso hai liberato il tuo popolo dalla schiavitù e nel deserto hai placato la sua sete con acqua dalla roccia. Con l’immagine dell’acqua viva i profeti hanno preannunciato la nuova alleanza che tu intendevi offrire agli uomini. Infine con l’acqua, santificata da Cristo nel Giordano, hai rinnovato la nostra umanità peccatrice nel lavacro battesimale. Ravviva in noi, o Signore, nel segno di quest’acqua benedetta, la nostra fede, e donaci di essere creature nuove in Cristo nostro Signore. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
A. Amen.

Guida: Il vescovo aspergerà i componenti della Consulta delle aggregazioni laicali. Essi, poi, porteranno l’acqua in mezzo all’assemblea. In processione ognuno si segnerà con l’acqua benedetta facendo memoria del battesimo perché il mistero pasquale che viviamo rivivifichi la nostra fede.


Canto: CHI HA SETE
Chi ha sete venga e beva da me! A nuova vita verrà
Perché la mia acqua come sorgente da Lui sgorgherà!

Non avranno fame, niente li turberà,
dietro l'agnello, loro pastore,
in pascoli erbosi, ad acque limpide

Viene sulle nubi e ognuno lo vedrà:
“Io sono l'alfa, sono l'omega,
principio e fine, il primo e l'ultimo.

Sei parola viva, Dio di verità
guida i tuoi servi, tu che ci salvi.
La vita che doni è amore e libertà.

Ti lodiamo o Cristo, gloria e onore a te.
Sorga la terra, cantino i cieli,
proclami ogni lingua la tua fedeltà

V. Dio onnipotente ci purifichi dai peccati e come ci ha riuniti per questa veglia, ci renda presenza viva della Chiesa per l’avvento del suo regno nei secoli dei secoli. A. Amen.

INVOCAZIONE DELLO SPIRITO SANTO

Guida: Come Chiesa particolare alla presenza di Cristo risorto, vogliamo ascoltare la sua Parola e renderla viva nella nostra vita. Desideriamo che diventi pensieri e azioni nuovi, che ci riunisca in unità e che ci renda testimoni credibili per gli uomini del nostro tempo. Per questo, innalziamo la nostra preghiera perché si rinnovino anche oggi i prodigi della pentecoste: come allora, la nostra Chiesa sia resa capace dei linguaggi degli uomini, sia luogo di dialogo con tutti perché a tutti giunga la lieta notizia di Cristo.

Dagli atti degli apostoli (2,1-4)
Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. 2Venne all'improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. 3Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, 4e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.

Tutti: Spirito che aleggi sulle acque, calma in noi le dissonanze, i flutti inquieti, il rumore delle parole, i turbinii di vanità, e fa sorgere nel silenzio la Parola che ci ricrea.

Manda il tuo Spirito, manda il tuo Spirito
manda il tuo Spirito, Signore, su di noi

Tutti: Spirito che in un sospiro sussurri al nostro spirito il Nome del Padre, vieni a radunare tutti i nostri desideri, falli crescere in fascio di luce che sia risposta alla tua luce, la Parola del Giorno nuovo.

Manda il tuo Spirito, manda il tuo Spirito
manda il tuo Spirito, Signore, su di noi

Tutti: Tu che distribuisci i tuoi doni con sapienza, effondi ancora i tuoi doni sul tuo popolo: rendici strumenti di pace, costruttori di comunione, testimoni coraggiosi del Vangelo.

Manda il tuo Spirito, manda il tuo Spirito
manda il tuo Spirito, Signore, su di noi

Tutti: Spirito di Dio, linfa d’amore dell’albero immenso su cui ci innesti, che tutti i nostri fratelli ci appaiano come un dono nel grande Corpo in cui matura la Parola di comunione.

Manda il tuo Spirito, manda il tuo Spirito
manda il tuo Spirito, Signore, su di noi

Tutti: O Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, tu ami e vuoi salvi tutti i tuoi figli: effondi su di noi quello Spirito con cui hai consacrato Gesù e l’hai mandato ad annunziare la lieta notizia ai poveri.

Manda il tuo Spirito, manda il tuo Spirito
manda il tuo Spirito, Signore, su di noi

Tutti: Donaci intelligenza del Vangelo e dell’uomo perché possiamo portare Gesù a tutti i fratelli aiutandoli a incontrarsi con Lui che è l’unico salvatore.

Manda il tuo Spirito, manda il tuo Spirito
manda il tuo Spirito, Signore, su di noi

V. Dio di infinita grandezza, che affidi alle nostre labbra impure e alle nostre fragili mani il compito di portare agli uomini l’annunzio del Vangelo, sostienici con il tuo Spirito, perché la tua parola, accolta da cuori aperti e generosi, si rifletta in ogni parte della terra.

Manda il tuo Spirito, manda il tuo Spirito
manda il tuo Spirito, Signore, su di noi

La tua presenza noi invochiamo per esser come tu ci vuoi
Manda il tuo Spirito, Signore, su di noi
Impareremo ad amare proprio come ami tu
Un sol corpo e un solo spirito saremo
Un sol corpo e un solo spirito saremo

La tua sapienza noi invochiamo
Sorgente eterna del tuo amore
Dono radioso che dà luce ai figli tuoi
Nel tuo amore confidiamo, la tua grazia ci farà
Chiesa unita e santa per l'eternità
Chiesa unita e santa per l'eternità

Signore vieni in noi
Signore vieni in noi
Signore vieni in noi

Preghiamo
V. O Padre, che santifichi in ogni tempo la tua Chiesa, diffondi sino ai confini della terra i doni dello Spirito Santo, e continua oggi, nella comunità dei credenti, i prodigi che hai operato agli inizi della predicazione del Vangelo perché questi tuoi figli siano riflesso della tua santità nel mondo. Per il nostro Signore Gesù Cristo. A. Amen.

(seduti)

IN ASCOLTO

Dalla prima lettera di San Pietro Apostolo (1,13-16)
[Fratelli], cingendo i fianchi della vostra mente e restando sobri, ponete tutta la vostra speranza in quella grazia che vi sarà data quando Gesù Cristo si manifesterà. Come figli obbedienti, non conformatevi ai desideri di un tempo, quando eravate nell'ignoranza, ma, come il Santo che vi ha chiamati, diventate santi anche voi in tutta la vostra condotta. Poiché sta scritto: Sarete santi, perché io sono santo.

Salmo 8
(Tutti) O Signore, Signore nostro,
quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!

(Uomini)
Voglio innalzare sopra i cieli la tua magnificenza,
con la bocca di bambini e di lattanti:
hai posto una difesa contro i tuoi avversari,
per ridurre al silenzio nemici e ribelli.

(donne)
Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita,
la luna e le stelle che tu hai fissato,
che cosa è mai l'uomo perché di lui ti ricordi,
il figlio dell'uomo, perché te ne curi?
Davvero l'hai fatto poco meno di un dio,
di gloria e di onore lo hai coronato.
Gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,
tutto hai posto sotto i suoi piedi:
tutte le greggi e gli armenti
e anche le bestie della campagna,
gli uccelli del cielo e i pesci del mare,
ogni essere che percorre le vie dei mari.

(tutti) O Signore, Signore nostro,
quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!

Da “LIEVITO DI PACE E DI SPERANZA”, documento di sintesi del cammino sinodale delle Chiesa che sono in Italia (n. 21)
La necessità della conversione missionaria nasce da qui. Cristo luce delle genti (cfr. LG 1) risplende sul volto della Chiesa, pur segnata dalla fragilità della condizione umana e dal peccato. Nondimeno la Chiesa riceve dal Signore il dono e la responsabilità di essere il lievito efficace dei legami, delle relazioni e della fraternità della famiglia umana (cfr. AG 2-4), testimoniando nel mondo il senso e la meta del suo cammino (cfr. GS 3, 42; DFS 20). La sua vocazione e il suo servizio profetico (cfr. LG 12) consistono nel raccontare il progetto di Dio di unire a sé tutta l’umanità nella libertà e nella comunione: l’unità con Dio e tra di noi. Ecco il senso del cammino umano e del creato intero. «E lì dove le relazioni umane e sociali si fanno difficili e il conflitto prende forma, magari in modo sottile, deve farsi visibile una Chiesa capace di riconciliazione» (Leone XIV 2025). È necessario, perciò, un rinnovamento della mentalità e dell’azione ecclesiale, ispirato allo stile di Gesù, che «sulle strade e nei villaggi […] ha predicato, guarito, consolato; ha incontrato gente di tutti i tipi [...] e non si è mai sottratto all’ascolto, al dialogo e alla prossimità» (CB 6). In questo cammino comune la Chiesa non solo dà al mondo, ma anche riceve dal mondo, in un rapporto dialogico di scambio e aiuto reciproco (cfr. GS 42-44): non siamo solo chiamati a portare la presenza di Dio nel mondo, ma anche a riconoscerla, svelarla e valorizzarla (cfr. EG 71).

Canto: GESÙ PERCORREVA TUTTE LE CITTA
Gesù percorreva tutte le citta,
Gesù di villaggio in villaggio annunciava il regno.
Quando vide le folle che lo seguivano, si commosse.
Perché erano stanche, perché erano abbattute,
come pecore senza pastore. (l’assemblea ripete)
Allora Gesù disse ai suoi discepoli:
la messe è grande, è veramente grande,
ma gli operai sono pochi.
Pregate, dunque, il padrone della messe
di inviare operai nella sua messe.

Ed ecco, che io vi mando come pecore in mezzo ai lupi:
siate, dunque, astuti come serpi
e semplici come colombe, come colombe.
Non portate né borsa né denaro, né bisaccia né calzari
ed annunciate: il regno è vicino, Gesù è risorto,
viene con noi, viene con noi.

E chi ama il Padre o la madre più di me,
A. non è degno di me! Non è degno di me!
E chi ama il figlio o la figlia più di me,
A. non è degno di me! Non è degno di me!
E chi non prende la sua croce e mi segue,
A. non è degno di me! Non è degno di me!
E chi cerca nel mondo la sua vita
A. la perderà, la perderà!
E chi perde la sua vita per amore mio,
A. la ritroverà, la ritroverà!
Chi ascolta voi
A. ascolta me!
Chi riceve voi
A. Riceve me! Chi riceve me, riceve Dio, riceve Dio!

Dal Libro dei Giudici (9,7-16)
Iotam, informato della cosa, andò a porsi sulla sommità del monte Garizìm e, alzando la voce, gridò: «Ascoltatemi, signori di Sichem, e Dio ascolterà voi! Si misero in cammino gli alberi per ungere un re su di essi. Dissero all'ulivo: «Regna su di noi». 9Rispose loro l'ulivo: «Rinuncerò al mio olio, grazie al quale si onorano dèi e uomini, e andrò a librarmi sugli alberi?». Dissero gli alberi al fico: «Vieni tu, regna su di noi». Rispose loro il fico: «Rinuncerò alla mia dolcezza e al mio frutto squisito, e andrò a librarmi sugli alberi?». Dissero gli alberi alla vite: «Vieni tu, regna su di noi». Rispose loro la vite: «Rinuncerò al mio mosto, che allieta dèi e uomini, e andrò a librarmi sugli alberi?». Dissero tutti gli alberi al rovo: «Vieni tu, regna su di noi». Rispose il rovo agli alberi: «Se davvero mi ungete re su di voi, venite, rifugiatevi alla mia ombra; se no, esca un fuoco dal rovo e divori i cedri del Libano».

 (musica di sottofondo)

Meditazione
L’ulivo, il fico e la vite rifiutano di diventare re sugli altri alberi. Essi sono già utili con i loro frutti, ma viene chiesto loro di servire ancora di più. Essi non cercano il potere perché già servono, ma per questo ad essi è chiesto di più. Gli alberi buoni, però, non sanno rispondere all’ulteriore chiamata… lasciano spazio ad altri. Signore, quante volte diciamo a noi stessi e agli altri: “già faccio tanto; non posso dare di più; non posso perché ho da fare le mie cose buone!”. Eppure a noi credenti è chiesto di essere responsabili, di avere a cuore la vita e la sorte di tutti; di esercitare quella cura che è il bene per tutti. La chiamata alla santità è una vita che non smette mai di donarsi, che sa prestare attenzione, che agisce e che riflette sul mondo e sulla società le azioni di chi ha il cuore di Dio.

Il risultato del rifiuto degli alberi buoni non è “nessun re”, ma un re cattivo. È questo il punto più duro dell’apologo: il rifiuto dei giusti e dei buoni di assumersi la responsabilità lascia spazio al male del rovo infestante. Chi non è utile e dannoso trova lo spazio per agire lasciato dal mancato impegno degli altri. La rinuncia all’esercizio delle responsabilità per il bene di tutti diventa, così, complicità al diffondersi del male, diventa omertà e connivenza. Il rovo vuole sottomettere alla sua ombra e minaccia un fuoco devastante se gli alberi non si sottometteranno. Quante volte costatiamo strutture di male nel mondo e nella nostra società? Quante volte la nostra stessa Chiesa vive lo sgomento del male? Di contro la chiamata alla santità non può ridursi solo a costatare il male; non può essere caratterizzata dal solo non fare il male, ma dal porre atti di bene che impediscano al male di prendere spazio dove il bene non viene compiuto.

(in piedi)

Canto: COME TU MI VUOI
Eccomi Signor, vengo a te mio Re
Che si compia in me la tua volontà
Eccomi Signor vengo a te mio Dio
Plasma il cuore mio e di te vivrò
Se tu lo vuoi Signore manda me e il tuo nome annuncerò

Come tu mi vuoi, io sarò
Dove tu mi vuoi, io andrò
Questa vita io voglio donarla a te
Per dar gloria al tuo nome mio Re
Come tu mi vuoi, io sarò
Dove tu mi vuoi, io andrò
Se mi guida il tuo amore paura non ho
Per sempre io sarò, come tu mi vuoi

Eccomi Signor, vengo a te mio Re
Che si compia in me la tua volontà
Eccomi Signor, vengo a te mio Dio
Plasma il cuore mio e di te vivrò
Tra le tue mani mai più vacillerò e strumento tuo sarò
Come tu mi vuoi…

Dal Vangelo secondo Matteo (5,13-16)
Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli.

Come tu mi vuoi, io sarò
Dove tu mi vuoi, io andrò
Questa vita io voglio donarla a te
Per dar gloria al tuo nome mio Re
Come tu mi vuoi, io sarò
Dove tu mi vuoi, io andrò
Se mi guida il tuo amore paura non ho
Per sempre io sarò, come tu mi vuoi

(seduti)

Riflessione dell’Arcivescovo

TESSERE CHE RIFLETTONO LA SANTITÀ DI DIO PER IL MONDO

Guida. Sul pavimento del presbiterio sono disposte delle tessere dorate. Ci ricordano i mosaici della nostra cattedrale. L’oro, segno della luce che promana dal divino – “Ego sum lux mundi” leggiamo sul libro in mano al Pantocratore - in particolare riflette la luce e permette di vedere il dispiegarsi nella storia della sapienza di Dio che regge e santifica l’universo. Ogni tessera riflette una parte di luce, ma solo la presenza di tutte le tessere permette alla parola delle icone musive di parlare a chi guarda. Così è la Chiesa: ciascuno di noi è raggiunto dalla luce della sapienza e della santità di Dio, ma è la riflessione della nostra vita che permette al mondo di ricevere la Parola santificante. È il “mysterium lunae” di cui ciascuno di noi è parte: la santità a cui siamo chiamati dunque si riverbera nel modo in cui portiamo al mondo la luce di Cristo. Durante il canto ciascuno di noi verrà in presbiterio e prenderà la sua tessere di oro. Sul retro è posta una domanda che portiamo a casa da questa veglia: “cosa riflette la mia vita?”. È un segno, uno specchio per noi, che ci richiama ad una santità concreta, realizzata nel nostro modo di pensare e di agire per il bene della nostra società, per le città della nostra arcidiocesi e per la Chiesa. Venendo a prendere la tessera, ciascuno potrà contribuire, lasciando una personale offerta, al progetto della Caritas diocesana sostenendo il Consultorio Familiare “San Carlo Borromeo.

Canto: MI PERDO NEL TUO AMORE
Tu sei la mia pace, tu sei la vera gioia, tu sei il Signor.
Tu sei la mia speranza, tu sei la mia salvezza, tu sei il Signor.

Ed io mi perdo nel tuo amor,
guardando la tua santità.
Un canto nuovo nasce
e l'uomo vecchio muore.
Risplendo della grazia tua,
mi perdo nel tuo amore.

Resta con me per sempre, il mondo mi delude, tu sei il Signor.
Il mio cuore arde se ascolto la Tua voce, tu sei il Signor.

Sei il vivente, tu sei il Cristo, ti riconosco tu sei il Santo,
lode, gloria, onore a te, lode, gloria, onore a Te.
Sei il vivente, tu sei il Cristo, ti riconosco tu sei il Santo,
lode, gloria, onore a te, lode, gloria, onore a Te.

INVOCAZIONI
V. Fratelli e sorelle carissimi, come tessere d’oro con cui Dio dona la sua Parola al mondo, chiediamo al Signore di renderci capaci di una santità concreta, fatta di idee, di scelte e azioni da Lui ispirate per il bene della storia degli uomini.
A: Signore, Rendici riflesso della tua santità

Per la Pace e la nonviolenza
«Quanto più la Chiesa è fedele al Vangelo del Signore Gesù, tanto più fa proprie le “crisi” del mondo» (LAS 7). Pertanto, seguendo Gesù nostra pace (cfr. Ef 2,14), sapendo che la pace è segno privilegiato del Regno di fronte al moltiplicarsi di guerre e tensioni sullo scenario internazionale, le Chiese in Italia sentono forte l’urgenza di promuovere a ogni livello scelte e percorsi di pace, che siano ben radicati nel pensiero cristiano. (Lievito di Pace e di Speranza n. 24)
A: Signore, rendici riflesso della tua pace.

Per la Fame di giustizia per gli esseri umani e il creato
Consapevole dei modelli sociali che rendono i più fragili degli “scarti” e contribuiscono al contempo a un drammatico degrado del creato, la Chiesa si impegna a livello locale e universale «in un’azione incisiva contro l’iniquità nelle sue varie forme» (LAS 20). Per questo intende operare attivamente per la promozione di uno sviluppo diverso e per la cura della casa comune, anche sperimentando nuove alleanze e progetti con le istituzioni del territorio e con la società civile. (Lievito di Pace e di Speranza n. 25)
A: Signore, rendici riflesso della tua giustizia.

Per una Politica che contribuisca all’amicizia sociale
«L’annuncio del Vangelo di Cristo morto e risorto, che si innesta nella storia umana, deve animare la riflessione su nuovi modelli di presenza e di azione della comunità cristiana e dei battezzati nella società italiana» (LAS 4). La politica – nel suo significato di cura della polis – è fondamentale per la costruzione della fraternità e dell’amicizia sociale (cfr. FT 99), per il servizio al bene comune, nella giustizia e nella pace. Cittadini sempre più attivi e consapevoli fanno sì che la democrazia non si trasformi in una serie di procedure senza orizzonte o in un mercato in cui tutto ha un prezzo. (Lievito di Pace e di Speranza n. 26)
A: Signore, rendici riflesso di fraternità e amicizia sociale

Alla scuola dei poveri
Le Chiese in Italia riaffermano l’opzione preferenziale per i poveri, scegliendo di restare accanto a chi vive situazioni di esclusione e vulnerabilità, riconoscendo la specificità di ogni condizione e promuovendo percorsi differenziati di ascolto e di accompagnamento comunitario. In essi, volto di Cristo e pietra viva della Chiesa (cfr. Mt 25), risuona l’annuncio stesso del Vangelo. Essi non sono solo destinatari di aiuto e carità, ma fratelli e sorelle in cui Dio si rivela e parla. Alla scuola delle persone in difficoltà economica, abitativa e lavorativa, dei migranti, dei detenuti, dei disabili, dei malati, il popolo di Dio cresce nella comprensione del Vangelo e si lascia trasformare, facendo della carità un tratto costitutivo della propria missione comunitaria. (Lievito di Pace e di Speranza n. 27)
A: Signore, rendici riflesso della tua Carità

Sorelle e fratelli tutti
I flussi migratori degli ultimi decenni hanno reso più ampia e variegata rispetto al passato la presenza sul nostro territorio di fedeli appartenenti ad altre Chiese cristiane. Oggi è però quanto mai necessario quell’ecumenismo radicato nella vita quotidiana del popolo di Dio che è determinante per l’avanzamento verso la sospirata unità visibile dei cristiani. Nel contesto attuale, inoltre la Chiesa italiana è chiamata a confrontarsi anche con le altre religioni presenti sul territorio. «Uno stile di Chiesa rinnovato chiama a una forte pratica di dialogo per una positiva convivenza con le altre realtà religiose». (Lievito di Pace e di Speranza n. 28-28)
A: Signore, rendici riflesso della tua comunione

Linguaggi rinnovati nella Chiesa
La Chiesa si cimenta in nuovi linguaggi «per un esercizio spirituale di riconoscimento del vissuto umano come luogo teologico, in virtù del principio dell’Incarnazione» (LAS 21). L’annuncio avviene sempre in una relazionalità comunicativa, ridefinendo lo spazio e il tempo dell’atto comunicativo. Con sobrietà e competenza, dunque, i cristiani sono chiamati ad abitare tutti gli ambienti di vita in cui si svolge l’esistenza delle persone, compreso quello digitale che richiede una formazione adeguata.
A: Signore, rendici riflesso della tua Parola

Padre nostro

V. O Dio che inondi della luce della tua sapienza e santità le tue creature, dona alla nostra Chiesa di splendere nel mondo e di portare in esso la tua Pace, consolazione e giustizia. Te lo chiediamo per Cristo, nostro Signore.
A. Amen.

BENEDIZIONE FINALE
V. Il Signore sia con Voi
A. E con il tuo spirito

Diacono: Inchinate il capo per la benedizione

V. Sia benedetto il nome del Signore.
A. Ora e sempre.

V. Il nostro aiuto è nel nome del Signore.
A. Egli ha fatto cielo e terra.

V. Vi benedica Dio onnipotente, Padre + e Figlio +
e Spirito + Santo.
A. Amen.

Diacono: Nella Chiesa e nel mondo siate riflesso della luce della santità di Dio. Andate in pace.
A. Rendiamo grazie a Dio.

Canto: BENEDETTA SEI TI, MARIA
Benedetta sei tu, Maria,
fra tutte le donne, Maria!
E benedetto è il frutto, Maria,
il frutto del tuo seno, Gesù.
Maria, tu hai creduto!

A. E com'è mai che la Madre del Signore
viene presso di me, e com'è mai? (2v)

Perché appena ho sentito la tua voce
qualcosa si è mosso dentro di me,
il mio bimbo ha esultato di gioia!

A. Maria beata Maria,
tu hai creduto alla Parola del Signore! (2v)
E com’è mai…